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ragazza quindicenne, che sta stretta nei suoi anni...troppo pochi per una personalità ormai cresciuta. ragazza in un clima di continui sbalzi d'umore, che trova sempre qualcosa di positivo nelle cose che la circondano, ma una punta di triste in ogni minimo accaduto. adolescente uguale e diversa dalle altre, che si differenzia per tante piccole cose, ma che riscontra somiglianze per le più piccole particolarità. non rientra in un gruppo, non può essere inserita in un movimento... ragazza che vive la vita giorno per giorno, alla ricerca di nuovi spunti per crescere interiormente
personaggio inventato, inesistente. è la vita che vorrebbe valentina: una città con usi e costumi, inquadrata ma nello stesso tempo incasinata. libera di esprimersi con l'arte, libera si scrivere. pronta a fare amicizia con tutti, che ama la sua famiglia che cambia giorno per giorno. elfa positiva, creativa, estroversa. amante della natura e dell'amicizia. una seconda vita di valentina, nella quale si rifugia e vive con occhi sognanti, con cuore aperto
una città fatta di personalità opposte, di falsità e di anime in cerca di
serenità. città che si sveglia la mattina e si fionda ancora assonnata per le
vie che brulicano di macchine nelle ore di punta. un pullman, diventato ormai
un rituale. ore 7.30.un gruppo ristretto di persone diverse, senza nulla in
comune. un liceo, punto di ritrovo di noi studenti. fra chiacchiere, ripassi e
lettore cd passano i dieci minuti che mi portano verso la mia scuola la mia
amata scuola. circondata da persone che mi guardano con occhi di critica,
pronti a far scattar la scintilla che causa un litigio. e poi una campanella,
che ti porta fuori. 13.10 e si torna a casa, fatta eccezione al lunedì,il
mercoledì e il sabato, quando il sollievo arriva prima. e poi un pranzo e
libri. pomeriggi a casa, in stanza o in centro a far la pazza. e quando ho
tempo, mi rifugio nei miei amati libri, in quella realtà che mi differenzia da
molte altre. la lettura, la mia amata lettura. e poi qualche nota strimpellata
al basso, fonte di nuove speranze.
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deanovantuno@hotmail.com
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NOVARA WAKE UP
... LUCA ...
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deavale
01/08/2006 una stanza buia.
il mio libro. mio, mio, mio. impazzisco all'idea di dover scrivere ancora un centinaio di pagine ed avere già tutto in testa, tutto scritto, tutto pronto. devo avere pazienza devo darmi delle priorità. priorità? leggere. libri. scuola. settembre. (.iniziale con iniziale.) carmilla, ad esempio. chi l'ha letto?
07/06/2006 La falce di luna sta facendo capolino tra le nubi. basta domandeeeee! [...]
18/05/2006 oggi è stata una di quelle giornate in cui ti rendi conto che dalla vita non puoi sognare di avere nulla di più.. nevvero et indi per cui.. val
08/04/2006 uhm. 0_ò
07/11/2005 . . : : LA STORIA INFINITA : : . . Bastiano Baldassarre Bucci irrompe nella biblioteca di Carlo Corrado Coriandoli. L’uomo sta leggendo un libro: “La Storia Infinita”. Irresistibilmente attratto da una forza misteriosa verso il volume e in un impeto istintivo inspiegabile, Bastiano approfitta di un momento di distrazione del signor Coriandoli e afferra il libro. Fuggendo più dal suo gesto che da Coriandoli, Bastiano si rifugia nella soffitta della scuola e inizia a leggere il libro con crescente interesse. Intanto pensa alla morte di sua madre e alla freddezza di suo padre derivata dal trauma emotivo. Bastiano è infelice sia in famiglia che a scuola dove tutti lo scherniscono a causa del suo aspetto basso e grasso. Nel Bosco Frusciante si incontrano quattro messaggeri appartenenti a diversi popoli di Fantasia, il regno in cui si svolge la storia. Tutti devono recarsi alla Torre d’Avorio al cospetto dell’Infanta Imperatrice, regina e motore di tutta Fantasia. La loro ambasciata è di pericolo: in ogni parte del regno è in corso una misteriosa distruzione che inghiotte ogni cosa lasciando al suo posto nient’altro che il vuoto. Giunti a destinazione, però, gli ambasciatori trovano due angoscianti notizie: il fenomeno sta dilagando ovunque e l’Infanta Imperatrice non può ricevere nessuno di loro perché è gravemente malata. Al suo capezzale sono accorsi tutti i più famosi medici di Fantasia che però non sanno spiegarsi il motivo della malattia, anche se è chiaro che vi è una connessione con il Nulla che distrugge il regno. Il centauro Cairone, il più famoso medico di Fantasia, riceve dalla sovrana il compito di cercare Atreiu tra il popolo dei Pelleverde per consegnargli Auryn, l’amuleto che dà a chi lo indossa il potere dell’Infanta Imperatrice. Con somma sorpresa di Cairone, Atreiu non è che un ragazzo, fiero cacciatore e cavaliere di un piccolo destriero di nome Atrax. Dopo il disappunto, però, lo sguardo coraggioso negli occhi di Atreiu fa comprendere al centauro di trovarsi di fronte ad una persona degna in intraprendere la Grande Ricerca di una medicina per l’Infanta Imperatrice e per Fantasia. Montato sul suo destriero, Atreiu si dirige verso le Paludi della Tristezza, dove abita la Vecchissima Morla, che forse potrà aiutare il ragazzo con un consiglio. Durante l’attraversamento di quel luogo incantato, il cavallo di Atreiu, cui non è concessa la protezione di Auryn, viene assalito dalla tristezza e dalla disillusione e si lascia morire nel fango. A piedi, Atreiu giunge alla montagna di corno di Morla, che però si dichiara troppo vecchia e stanca per voler salvare Fantasia o l’Infanta Imperatrice. Atreiu insiste, fa valere il suo potere e alla fine riceve l’indirizzo verso l’Oracolo Meridionale, all’estremo confine sud di Fantasia. Atreiu riprende il cammino e giunge nelle Montagne Morte, presso il Profondo Abisso. Intanto, poco lontano, in Fantasia si era aperta una macchi8a nera che, rizzatosi su due zampe, aveva fiutato l’aria e si era lanciato all’inseguimento di Atreiu seguendone l’odore. Ad ogni passo i suoi contorni si delineavano in modo sempre più definito: era un lupo. Ignaro di tutto ciò Atreiu continua il suo cammino costeggiando l’Abisso rammentando un antico canto dei Pelleverde che narra di un mostro: Ygramul, detto Le Molte. Ad un certo punto Ygramul si presenta di fronte ai suoi occhi ed egli capisce come mai è detto Le Molte: si tratta di uno sciame di insetti velenosi. In quel momento Ygramul ha intrappolato un Drago della Fortuna nella sua rete vischiosa e lo sta colpendo con il suo veleno. Coraggiosamente Atreiu si avvicina al mostro, tenendo in vista l’insegna dell'Infanta Imperatrice, e ordina a Le Molte di lasciare libero il drago affinché egli possa utilizzarlo come cavalcatura. E’ nel diritto di Ygramul, però, rifiutarsi di ubbidire, perché l’Infanta Imperatrice non governa comandando. Però lo sciame si offre lo stesso di aiutare l’eroe: il veleno di Ygramul, infatti, è mortale ma dà il potere di trasportarsi a volontà in qualsiasi luogo si desideri. Atreiu esita, ma deve pensare alla sua missione più che a se stesso e alla fine acconsente a farsi pungere da Le Molte. Atreiu si ritrova così in un deserto. Accanto a lui c’è Fucur, il Drago della Fortuna, che aveva udito il segreto del veleno e aveva deciso di seguire il ragazzo. I due però sono sotto l’effetto del veleno e svengono. Atreiu si risveglia nella grotta dei Bisolitari, due gnomi che avevano curato dal veleno sia lui che Fucur. Enghivuc, uno dei bisolitari, illustra ad Atreiu le tre prove che egli deve superare prima di trovarsi di fronte all’Oracolo Meridionale. Si tratta di tre porte. La prima è quella del Grande Enigma guardata da due sfingi: se le sfingi chiudono gli occhi il pellegrino può passare, ma se egli si trova ad incrociare lo sguardo delle due creature vi resta intrappolato per sempre perché per liberarsi dovrebbe risolvere tutti gli enigmi dell’Universo che le Sfingi si trasmettono. La seconda porta appare solo una volta superata la prima ed è la Porta dello Specchio Magico. Non si tratta di una porta come le altre, ma è necessario passare attraverso uno specchio che riflette l’immagine interna di colui che vi si affaccia. E’ una prova molto difficile perché non tutti sono sopravvissuti alla vista del loro io interiore. La terza porta, a detta dello gnomo, è possibile da oltrepassare solo dimenticando di volerlo fare. Atreiu tenta la sorte e passa ad occhi chiusi dalla porta delle Sfingi. Lo attraversa un senso di pesantezza e spossatezza ed è tentato di fermarsi, ma alla fine le Sfingi chiudono gli occhi e lasciano passare il ragazzo. Atreiu si trova così di fronte allo specchio incantano: vi guarda attentamente dentro, ma non vede altro che un bambino basso e grasso che legge un libro. Bastiano ha un fremito: la descrizione è identica a lui, ma nel libro egli non può essere menzionato. Continua così non senza turbamento la lettura. Atreiu passa attraverso la misteriosa immagine senza difficoltà e una volta oltrepassato lo specchio non ricorda più nulla. La terza porta è così automaticamente aperta. Di fronte al ragazzo si apre la Selva delle Colonne, dentro la quale aleggia una misteriosa voce che gli si rivolge gentilmente parlando in versi. E’ Uyulala: l’Oracolo Meridionale. Parlandosi in versi Atreiu e Uyulala si interrogano sulla rispettiva identità e l’Oracolo risponde alla domanda di Atreiu. Occorre un essere umano che inventi un nuovo nome per l’Infanta Imperatrice, ma nessun essere di Fantasia può oltrepassare i confini del regno per portare un uomo dalla Regina. E’ necessario che un Figlio d’Adamo venga spontaneamente in Fantasia. Fucur e Atreiu volano verso la Torre d’Avorio, ma si imbattono nei venti che, litigando, sbalzano il ragazzo dalla groppa del drago e fanno cadere Auryn in mare. Atreiu viene sbalzato su un’isola nella Terra della Mala Genia. Camminando giunge ad una città, la Città dei Fantasmi, e viene attratto dal Nulla che sta facendo scomparire la regione. Solo grazie alla sua forza di volontà, e benché non sia protetto da Auryn che ha perso, egli riesce a fuggire da quella potente forza distruttrice. Nella città dei Fantasmi incontra Mork, un lupo mannaro incatenato dalla principessa Maya con una catena magica. Mork non è un abitante di Fantasia e non è un Figlio d’Adamo, bensì uno strano misto di entrambe le componenti. La sua missione era di uccidere Atreiu, ma egli non sa che quello che gli sta di fronte era proprio la sua vittima predestinata. Parlando sempre ignorando la reciproca identità, il Lupo spiega ad Atreiu il legame che unisce il Mondo degli uomini a Fantasia. Ogni essere fantastico inghiottito dal Nulla diventa una Menzogna nel Paese dei Figli d’Adamo e gli uomini, tanto più si attaccano alle menzogne tanto più si allontanano da Fantasia. Si crea così un circolo vizioso che autoalimenta la distruzione di entrambi i Regni. Mork muore di fame- da tanto tempo ormai Maya l’aveva intrappolato- e, mentre Atreiu osserva da vicino la strana creature, l’odio che era radicato nell’animale esplode anche dopo la morte. Il Lupo serra le sue mascelle attorno alla gamba di Atreiu e invano egli cerca di staccare i denti di Mork. Atreiu non sa che la morsa è l’unica cosa che gli impedisce di essere risucchiato dal Nulla che avanza. Intanto Fucur sorvola le acque alla ricerca di Atreiu, quando scorge un luccichio sott’acqua. Si tuffa e riporta alla luce Auryn, l’insegna dell’Infanta Imperatrice. Quando il Drago trova Atreiu il Nulla si è ormai stretto attorno al luogo di prigionia di Mork: mentre Fucur tenta di liberare Atreiu, Auryn sfiora accidentalmente la fronte del cadavere del Lupo. Il potere dell’Infanta Imperatrice scioglie il potere malvagio di Mork e libera Atreiu. Il risucchio del Nulla è fortissimo e risucchia il ragazzo nel suo vortice schiarendo lentamente la sua pelle fino a farla diventare quasi trasparente. Solo la tempestività di Fucur salva il ragazzo. Lentamente i due raggiungono la Torre d’Avorio rimasta deserta e semidistrutta dal Nulla. L’Infanta Imperatrice è ancora nel Padiglione della Magnolia e aspetta Atreiu. Spossato dalla stanchezza Atreiu si trascina fino al Padiglione della Magnolia. Quando il ragazzo si trova al cospetto della Sovrana dei Desideri Bastiano ha come un flash nella mente in cui vede l’Imperatrice, avvolta dal suo malato pallore e subito immagina per lei un nome: Fiordiluna. Atreiu è costernato: secondo lui non c’è nessuna speranza che un Figlio dell’Uomo possa venire a salvare Fantasia, ma l’Infanta Imperatrice lo smentisce dolcemente. Atreiu ha già coinvolto un essere umano con le sue avventure. Bastiano esita. L’Infanta Imperatrice dice che a costui basterebbe pronunciare ad alta voce il nome che ha già pensato e si avrebbe un nuovo inizio, una nuova rinascita. Bastiano tace: pensa che trovarsi di fronte alla regina con il suo misero aspetto sarebbe una cosa terribile. Immagina che il nome che aveva pensato poteva anche non essere quello giusto. La sovrana e Atreiu attendono invano: non accade nulla. L’Infanta Imperatrice si alza dal trono e dice ad Atreiu di riposare. Subito il ragazzo cade in un torpore profondo. La sovrana ha deciso di recarsi dal Vecchio della Montagna Vagante, colui che scrive ogni cosa che accade in Fantasia, perché solo così il predestinato Figlio d’Adamo sarà costretto ad intervenire per salvare Fantasia. Occhi d’Oro (altro nome dell’Infanta Imperatrice) sale su una portantina mossa solo dal suo potere e inizia un lungo viaggio attraverso Fantasia devastata dal Nulla. Attraverso le Montagne del Destino giunge al luogo dove vive il Vecchio della Montagna vagante: un uovo di pietra. Mentre sale la scala che conduce all’uovo il Vecchio tenta in ogni modo di farla tornare indietro. Nel momento esatto in cui la regina entra nell’uovo esso si richiude pesantemente dietro di lei. I due iniziano a parlare mentre il vecchio scrive tutto ciò che accade. L’Infanta Imperatrice chiede al Vecchio di iniziare a raccontare la Storia Infinita dall’inizio. Egli tenta di convincerla che si tratta di una pazzia, perché riprendendo a raccontare la storia dall’inizio non esisterebbe più una fine e tutto si ripeterebbe all’infinito. Bastiano è invaso da un terribile torpore. Sente la voce del Vecchio della Montagna Vagante risuonare dentro le sue orecchie e anche smettendo di leggere questo stato non diminuisce, anzi: aumenta. In un impeto di disperazione urla “Fiordiluna, vengo!” Bastiano si trova immerso nel buio e vagante nel vuoto. Chiama ancora l’Infanta Imperatrice con il suo nuovo nome e la sente ridere accanto a lui. La regina gli mette in mano un granello di sabbia- tutto ciò che è rimasto di Fantasia- e gli lascia Auryn. Bastiano è diventato bello come un principe orientale. Dietro all’insegna di Fiordiluna c’è una scritta: “Fà ciò che vuoi.” Ella è la Sovrana dei Desideri e, attraverso Auryn, esaudirà tutti quelli di Bastiano. Solo attraverso i suoi desideri può avvenire la completa ricostruzione di Fantasia. Bastiano inizia ad esprimere i suoi sogni. Sorge così Perelun, il deserto notturno, che all’alba viene sostituito da Goab, il deserto colorato. Qui Bastiano incontra la Morte Multicolore, un leone gigantesco che lo ospita nel suo palazzo. I due diventano amici e il leone gli dona una spada magica, Sikanda, che ha la particolarità di decidere autonomamente quando uscire dal fodero. Graograman, la morte multicolore, consiglia Bastiano e lo indirizza verso il Tempio delle Mille Porte. Questo tempio è costituito da infinite stanze ed è possibile uscire solo una volta deciso quello che si vuole. Dopo un primo smarrimento Bastiano si rende conto che il suo desiderio più profondo è quello di trovare un amico: Atreiu. Oltrepassata una porta Bastiano si trova in una prateria dove incontra alcuni cavalieri diretti ad Amargantra, dov’è stato indetto un torneo. I vincitori partiranno alla ricerca del Salvatore di Fantasia che tempo addietro aveva dato all’Infanta Imperatrice il nuovo nome di Fiordiluna. Il ragazzo decide di non rivelare la sua identità, vince il torneo, ma non fa tempo a dire il suo nome, perché Atreiu, che presiede la giuria, l’ha riconosciuto. Attraverso le sue favole Bastiano continua a ricreare Fantasia, ma Atreiu e Fucur si rendono presto conto che ad ogni desiderio che esprime Bastiano perde un ricordo legato al Regno del Di Fuori. La potenza di Auryn ha reso Bastiano superbo e arrogante, così il ragazzo non ascolta i moniti degli amici e legge il loro interessamento come un tentativo di sottrargli l’amuleto. Con un lungo corteo di ammiratori Bastiano si sta dirigendo verso la Torre d’Avorio dove spera di incontrare l’Infanta Imperatrice, ma durante il viaggio la carovana viene aggredita da soldati corazzati che catturano Icrione, Isbaldo e Adorno, tre cavalieri compagni di Bastiano. Insieme ad Atreiu, il ragazzo si introduce nel palazzo denominato aMano che Vede, dove i cavalieri sono stati portati. Questo è il palazzo di una maga: Xayde. Bastiano sconfigge facilmente il suo esercito, ma Atreiu si rende conto che si tratta di una trappola: Xayde non mirava infatti a sconfiggerli, ma ad aggregarsi a loro. Bastiano non ascolta l’amico e perdona la maga ammettendola tra il suo corteo di seguaci. Procedendo nel viaggio si trovano a passare accanto al Monastero delle Stelle. Bastiano desidera essere considerato un saggio e si reca dai Tre Meditanti. I tre saggi vogliono sapere cos’è Fantasia e Bastiano spiega loro che si tratta di un libro posto nella soffitta di una scuola. Uscito poi all’aperto fa splendere Al’ Tsahir e, illuminando la volta celeste, tutti vedono il soffitto del solaio. L’anello si sgretola nelle mani di Bastiano, ma egli è soddisfatto perché ha potuto dimostrare a tutti la sua saggezza. Nel frattempo Xayde sta insinuando il dubbio nella mente di Bastiano e lo sta mettendo contro Atreiu. Il convincimento è tale che il ragazzo allontana l’amico da sé. Giungono alla Torre d’Avorio, ma la trovano deserta. Bastiano decide così di nominarsi Imperatore, ma il giorno dell’incoronazione Bastiano e una schiera di maghi assaltano la Torre. Durante il sanguinoso combattimento Atreiu raggiunge Bastiano e gli intima di consegnargli Auryn. Sikanda non esce dal fodero, ma Bastiano è fortissimo e riesce ad estrarre ugualmente la spada. Ferisce Atreiu al petto e Fucur arriva giusto in tempo per portare via l’eroe. Bastiano si lancia all’inseguimento di quello che reputa un traditore. Xayde muore nel tentativo di impedire a Bastiano di allontanarsi dalla torre. Nel frattempo il ragazzo è giunto in una strana città dove tutti sembrano immersi in una sorta di meditazione. Argax, una scimmia che pare la custode di quella città, spiega a Bastiano che tutti coloro che hanno portato Auryn hanno prima o poi desiderato di diventare Imperatori. Una volta realizzato il loro desiderio, hanno perso ogni ricordo di se stessi e ora vagano in quella città: la Città degli Imperatori. Solo allora Bastiano si rende conto della sua sprovvedutezza e capisce perché Atreiu ha voluto interrompere l’incoronazione. Il ragazzo seppellisce Sikanda e decreta che mai più dovrà essere usata contro la sua volontà e per di più contro un amico. Poi procede e si trova nella Casa che Muta, dove Donna Aiuola lo fa tornare bambino. Attraverso questo periodo Bastiano capisce che ora il suo desiderio è quello di ritornare nel suo mondo, ma sta lentamente perdendo ogni ricordo. Proseguendo il cammino Bastiano si trova nella miniera delle immagini di Yor dove il minatore cieco estrae delle lastre di vetro dove sono impresse le immagini dei ricordi perduti. Bastiano cerca a lungo fino a quando trova una lastra con impressa l’immagine di un uomo. L’uomo è suo padre, ma egli ha perso ogni ricordo. Quella figura però gli smuove qualcosa e Yor gli dice di portarla nella Fonte della Vita. Solo il ricordo di una persona cara nel Regno del Di Fuori, infatti, può rendere possibile il passaggio. Durante il viaggio, però, Bastiano incontra gli Uzzolini, infelici per la loro attuale situazione, che gli chiedono di ritornare Acuirai. Infuriati dalla risposta negativa di Bastiano, che non ricorda neppure il suo nome, gli esseri con il loro chiasso rompono la lastra e Bastiano si ritrova solo e senza alcuna speranza di salvezza. Improvvisamente, però, si trova davanti Atreiu. La sua ferita è guarita e l’eroe guarda l’amico con un senso di dolce compassione. Fucur e Atreiu portano Bastiano alla Fonte senza Vita. La Fonte è racchiusa all’interno di due serpenti che si mordono la coda formando un anello: è il simbolo dell’Infanta Imperatrice. Purtroppo, però, non è possibile che Bastiano passi prima di aver completato tutte le storie che aveva lasciato in sospeso in Fantasia. Il ragazzo si lamenta: nessuno sarebbe mai capace di un’impresa simile, ma Atreiu lo interrompe. Lui e Fucur andranno per il regno a compiere l’impresa. Infinitamente grato all’amico Bastiano si immerge nella fonte e si ritrova ancora nella soffitta della scuola. A casa il padre è preoccupato, perché il figlio manca ormai da una settimana. Bastiano deve andare a fare una cosa, però: il libro del signor Coriandoli è sparito. Il ragazzo si reca nella biblioteca e racconta tutta la storia all’uomo che lo ascolta con estremo interesse; poi mostra a Bastiano “La Storia Infinita”. Poi spiega al ragazzo che anche lui, tempo addietro, era entrato in Fantasia e aveva dato un nuovo nome all’Infanta Imperatrice. Poi il ragazzo e il padre vanno via dalla biblioteca. Mentre si allontanano Coriandoli guarda Bastiano e dice che lui sarà uno di quelli che indicheranno a molti la strada per Fantasia.
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